Windows Azure – link utili e automation

Alcuni link utili per il servizio Azure di Microsoft:

Portale Microsoft Azure
Active Directory Microsoft Azure
Account Microsoft Windows Azure

Manuale in PDF per la gestione delle automazioni in ambiente Microsoft Winodws Azure

Microsoft_Press_eBook_Azure_Automation_PDF

 

CentOS 7 – PPTPD Vpn, how to

Accesso al sistema SSH da root e seguire i comandi di installazione librerie attraverso l’utility yum.

Installazione librerie PPTPD

# yum install ppp pptp pptp-setup
# rpm -Uvh https://dl.fedoraproject.org/pub/epel/7/x86_64/e/epel-release-7-5.noarch.rpm
# yum install ppp pptpd

Configurazione servizio PPTPD

# nano /etc/pptpd.conf

localip 10.0.0.15
remoteip 10.0.0.200-210

# nano /etc/ppp/chap-secrets

USERNAME pptpd PASSWORD *

# nano /etc/sysctl.conf

net.core.wmem_max = 12582912
net.core.rmem_max = 12582912
net.ipv4.tcp_rmem = 10240 87380 12582912
net.ipv4.tcp_wmem = 10240 87380 12582912
net.core.wmem_max = 12582912
net.core.rmem_max = 12582912
net.ipv4.tcp_rmem = 10240 87380 12582912
net.ipv4.tcp_wmem = 10240 87380 12582912
net.core.wmem_max = 12582912
net.core.rmem_max = 12582912
net.ipv4.tcp_rmem = 10240 87380 12582912
net.ipv4.tcp_wmem = 10240 87380 12582912
net.ipv4.ip_forward = 1

# sysctl -p
# systemctl enable pptpd
# systemctl start pptpd

Virus Cryptolocker – Ransomware – TeslaCrypt

Lo Studio AB Consulting Group SRLS con questo documento, vuole informare del rischio mondiale in corso, il più elevato numero di utenti possibili che operano quotidianamente con strumenti informatici. La minaccia a cui ci si sta riferendo ha il nome di “CryptoLocker” o “Ransomware”. Di seguito alcuni link di approfondimento:

https://it.wikipedia.org/wiki/CryptoLocker ,

https://it.wikipedia.org/wiki/Ransomware .

La modalità di attacco (sino ad ora misurata) di questo virus informatico è l’e-mail: vengono generate numerose e-mail con mittenze fasulle (ad es: Telecom, Agenzia delle Entrate, Ministero degli Interni, SDA, TNT e così via) con un allegato somigliante a un normale file .zip o file .pdf accompagnato da un nome circa “fattura”, “invoice”, “order number”, “conferma ordine”, “consegna”, “ritiro”. L’utente che riceve l’e-mail attraverso il proprio programma di posta elettronica (ad es: Windows Mail, Microsoft Outlook, Mozilla Thunderbird) apre (con un doppio click) l’allegato, e questo scatena (esegue) il programma malizioso virale. Il virus da quel doppio click svolge la sua attività distruttiva: in soli 10 secondi è in grado di criptare (rendere inutilizzabili) migliaia di files. I files che vengono attaccati sono tutti quelli presenti sul PC infettato e sulle cartelle di rete raggiungibili da quel PC sul server, danneggiando quindi tutti i documenti condivisi sul server. Questo produce un blocco esteso a tutta l’azienda (anche se il PC infetto è uno solo). Anche eliminando il virus dal PC infetto, i files rimangono illeggibili e inutilizzabili.

Tutti i sistemi informatici presentano vulnerabilità a questo tipo di virus. E’ ormai certo che questo virus verrà implementato nel tempo: produce un business agli hacker che diffondono e controllano queste chiavi di criptazione. Il virus propone sullo schermo del PC infettato un tariffa di ca. 3 bitcoin (ca. € 750,00 – € 1.000,00 , https://bitcoin.org/it/ , http://it.coinmill.com/BTC_EUR.html#BTC=3 ) come compenso per la soluzione. Questo tipo di virus è in grado di mutare velocemente e questo rende difficoltoso ai sistemi antivirus il processo di riconoscimento.

Attualmente non esiste “la contromisura” a questo sistema virale. Si può pensare di abbassare il rischio di contagio implementando strutture e servizi informatici che concorrono a evitare e risolvere incidenti distruttivi, nello specifico:

  • Formazione agli utenti nel riconoscere “fake e-mail”
  • Sistemi operativi di nuova generazione e aggiornati (Windows 7/8/10 Pro)
  • Posta elettronica affidata ai servizi Microsoft Exchange OnLine (Office 365)
  • Antivirus con servizi cloud (es: Symantec.cloud)
  • Scelta puntuale dei dati informatici da proteggere
  • Backup e monitoraggio quotidiano del backup aziendale (Acronis)

Questi 6 punti per la difesa da Cryptolocker rappresentano attualmente le uniche possibilità per rendere il rischio da contagio al minimo. Purtroppo la mutabilità della famiglia dei virus “Ransomware” non permette di sviluppare strategie e atteggiamenti definitivi e risolutivi. E’ certo che questo tipo di virus continuerà a essere implementato, perfezionato e distribuito sempre di più nel tempo.

MAC Office 2011 El Capitan FIX

Apple ha rilasciato l’aggiornamento al sistema operativo MAC: El Capitan, 10.11.

Dopo l’aggiornamento si è rivelato il problema della suite Office 2011 per MAC di Microsoft. Nel dettaglio i sintomi riguardano il non funzionamento del client Outlook con account Exchange / Office 365.

Durante la sincronia col server Exchange il client Outlook va in blocco.

E’ stata rilasciata la FIX correttiva da Microsoft: Office 2011 14.5.6. E’ possibile scaricare la FIX dal link https://support.microsoft.com/en-us/kb/3098229 oppure eseguendo l’aggiornamento del pacchetto Office: aprire Microsoft Word ed eseguire la procedura dal menu AIUTO > Controlla aggiornamenti.

Backup a caldo VMWare ESXi 5.x – IBM x3650 M4 – Open Source, caso di successo

Obiettivo.
Backup a caldo della struttura virtualizzata in ambiente VMWare ESXi 5.5 free edition, sia su storage sia su sistema removibile. I backup devono essere apribili in chiaro per il ripristino di un singolo file e devono essere di tipo baremetal per un ripristino in modalita’ disaster recovery.

Scenario.
Lo scenario su cui si dovrà installare il sistema di backup è composto da:
nr. 1, host dual CPU 6cores VMWare ESXi 5.5 free edition
nr. 7, virtual machines di cui un database server MSSQL-Server-2005 e un database server ORACLE
nr. 2, LUN in fibre channel da 1.2TB ciascuna in RAID5 + Hot Spare su EMC2 VNX (totale 2.4TB)

Soluzione.
La soluzione si compone del seguente sistema hardware e software:
nr. 1, sistema operativo open source CentOS 6.5 64bit
nr. 1, script realizzati dallo Studio AB Consulting GROUP
nr. 1, IBM x3650-M4, 12 dischi 1TB RAID5 (storage disponibile ca. 11TB)
nr. 5, dischi removibili 1.5TB/cadauno

IBM-x3650-M4-VMWARE-BACKUP
IBM-x3650-M4-VMWARE-BACKUP

Risultato.
Sullo storage sono presenti gli ultimi backup con storico settimanale e sul disco removibile è presente tutto l’ambiente virtuale. E’ possibile dotarsi di nr. X cassette per ottenere la politica di storico dati aziendale.
Il contenuto dello storage e di una singola cassetta rappresenta tutto il sistema server aziendale per ripristini granulari, totali o in modalità disaster recovery.
Grazie alla tecnologia offerta dai sistemi virtuali (in questo caso VMWare) l’azienda può riparatire in pochi minuti in un altro qualsiasi luogo.

Prestazioni.
Le attuali prestazioni registrano il backup di tutte le virtual machines sullo storage IBM pari a un tempo di 130 minuti e il riversamento su dischi removibili di tutte le virtual machines di 300 minuti.

VMWare ESXi 5.x – comandi utili da shell SSH per gestione virtual machines

Lista delle macchine virtuali presenti nell’host ESXi:
vim-cmd vmsvc/getallvms

Stato di una specifica macchina virtuale nell’host ESXi:
vim-cmd vmsvc/power.getstate VMID

Spegnimento in modalità SHUTDOWN di una macchina virtuale specifica nell’host ESXi:
vim-cmd vmsvc/power.shutdown VMID

Spegnimento forzato (modalità POWEROFF):
vim-cmd vmsvc/power.off VMID

Accensione di una macchina virtuale specifica nell’host ESXi:
vim-cmd vmsvc/power.on VMID

Configurazione postfix relay on smtp.gmail.com

E’ possibile configurare il servizio postfix presente nella propria rete LAN come SMTP interno e “rilanciare (relay)” il servizio di invio a un provider qualificato, ad esempio GMAIL.

0- requisiti

1- librerie necessarie per il relay verso GMAIL

2- configurazione postfix come SMTP di LAN

3- configurazione postfix per relay verso GMAIL

4- opzionale: relay verso più indirizzi

0- REQUISITI

Sistema operativo CentOS 6.x 64 bit

Connessione alla rete internet funzionante

Postfix installato come MTA di default

1- LIBRERIE

# yum install cyrus-sasl.x86_64 cyrus-sasl-devel.x86_64 cyrus-sasl-lib.x86_64 cyrus-sasl-md5.x86_64 cyrus-sasl-ntlm.x86_64 cyrus-sasl-plain.x86_64

2- Configurazione POSTFIX SMTP

# nano /etc/postfix/main.cf

inet_interfaces = localhost, <ip di rete del server>

mynetworks = 127.0.0.0/8, <x.y.z.t/aa rete LAN>

 3- Configurazione postfix come relay verso GMAIL

Creazione dell’account di autenticazione

# nano /etc/postfix/sasl_passwd

smtp.gmail.com     user@gmail.com:password

# cd /etc/postfix

# chmod 600 sasl_passwd

# postmap sasl_passwd

Aggiungere le seguenti linee di configurazione al file main.cf

# nano /etc/postfix/main.cf

relayhost = smtp.gmail.com

smtp_use_tls = yes

smtp_sasl_auth_enable = yes

smtp_sasl_password_maps = hash:/etc/postfix/sasl_passwd

smtp_sasl_security_options =

# /etc/init.d/postfix restart

4- Relay verso più indirizzi

Creazione dell’account di alias

# nano /etc/postfix/vmaps

lista@abconsulting.local <email1>@<dominio1>, <email2>@<dominio2>

Creazione del legame account sender e alias

# nano /etc/postfix/sender_bcc

<email_mittente>@<di notifica> lista@abconsulting.local

Applicazione delle nuove regole di lista

# postmap /etc/postfix/vmaps
# postmap /etc/postfix/sender_bcc
# nano /etc/postfix/main.cf

virtual_alias_maps = hash:/etc/postfix/vmaps
sender_bcc_maps = hash:/etc/postfix/sender_bcc

# /etc/init.d/postfix restart

NOTA. E’ possibile utilizzare indirizzi di destinazione anzichè di “from” lavorando con l’attributo
recipient_bcc_maps = hash:/etc/postfix/recipient_bcc dove all’interno del file recipient_bcc si trovano
le righe:

e-mail destinatario  lista@abconsulting.local

VMWare Zimbra 8 Multi-Domain, rilascio certificati self-signed per dominio

Questa rapida guida permette di generare certificati auto-firmati per la gestione di multi-dominio basati da virtualhost.
La procedura si sviluppa in tre punti: generazione del certificato dominio (virtualhost) e chiave privata, inserimento delle chiavi generate nel sistema VMWare Zimbra, rilascio del certificato.

– Accesso SSH con utente root sul sistema VMWare Zimbra
# mkdir /opt/certs
# cd /opt/certs
# openssl genrsa -out <virtualhost>.key 2048
# openssl req -new -x509 -key <virtualhost>.key -out <virtualhost>.cert -days 3650 -subj /CN=<virtualhost>

– Accesso alla console Admin del sistema VMWare Zimbra
– dal menu di DX: configura > domini > dominio con configurato <virtualhost> > certificato
– nell’area “Certificato dominio” inserire la chiave <virtualhost>.cert
– nell’area “Chiave privata dominio” inserire la chiave <virtualhost>.key

– Accesso SSH con utente root sul sistema VMWare Zimbra e lanciare il seguente comando su ogni nodo
# /opt/zimbra/libexec/zmdomaincertmgr deploycrts

 

Microsoft ActiveSync – VMWare Zimbra 8 – Z-PUSH – Backend Zimbra – Open Source

Questo articolo è una guida per attivare il sistema PUSH verso i mobile per il sistema di posta elettronica open source VMWare Zimbra 8. Solitamente il servizio che svolge queste attività PUSH (e-mail, contatti, calendario, promemoria) è Microsoft Server Activesync integrato in Microsoft Exchange.

Requisiti.

sistema operativo CentOS 6.4 x64
ip pubblico statico dedicato (diverso dall’accesso web di VMWare Zimbra)
pacchetto open source z-push ( z-push-2.0.7-1690 )
pacchetto open source backend zimbra ( zimbra56.1-zpush2–zimbra54-zpush1-as12.1 )
VMWare Zimbra 8.0.4 installato e funzionante

Guida all’installazione e configurazione.

Il server z-push è sostanzialmente un web server con certificato SSL (anche autofirmato). Il server web che si andrà ad implementare dovrà essere nello stesso segmento di rete del sistema di posta elettronica open source vmware zimbra 8 e dovrà avere un ip pubblico dedicato statico diverso da quello utilizzato dalla webmail. La configurazione del firewall dovrà permettere l’accesso verso il web server esclusivamente della porta SSL tcp/443.

I punti che verranno svolti saranno:

1- installazione web server (httpd, php)
2- creazione del certificato autofirmato SSL
3- configurazione del server web verso la zona z-push
4- installazione e configurazione z-push
5- installazione e configurazione backend zimbra per z-push
6- impostazione della rotazione dei log z-push
7- NOTE di configurazione windows phone

1- installazione web server (https, php)

Accedere con utente root al sistema CentOS 6.4 x64
# yum install httpd
# yum install php
# yum install mod_ssl openssl
# yum install php-cli php-soap php-process

2- creazione del certificato autofirmato SSL

Accedere con utente root al sistema WEB Server php/httpd
# openssl genrsa -out ca.key 1024
# openssl req -new -key ca.key -out ca.csr
# openssl x509 -req -days 3650 -in ca.csr -signkey ca.key -out ca.crt
# cp ca.key /etc/pki/tls/private/
# cp ca.csr /etc/pki/tls/private/
# cp ca.crt /etc/pki/tls/certs/

3- configurazione del server web verso la zona z-push

Accedere con utente root al sistema WEB Server php/httpd
# mkdir /var/www/html/zpush
# mkdir /var/log/z-push
# nano /etc/httpd/conf/httpd.conf

NameVirtualHost *:443

Alias /Microsoft-Server-ActiveSync /var/www/html/zpush/index.php

<VirtualHost *:443>
SSLEngine on
SSLCertificateFile /etc/pki/tls/certs/ca.crt
SSLCertificateKeyFile /etc/pki/tls/private/ca.key
<Directory /var/www/html/zpush>
AllowOverride All
php_flag magic_quotes_gpc off
php_flag register_globals off
php_flag magic_quotes_runtime off
php_flag short_open_tag on
</Directory>
DocumentRoot /var/www/html/zpush
ServerName <nome del server dichiarato sul DNS globale>
</VirtualHost>

4- installazione e configurazione z-push

# tar zxfv z-push-2.0.7-1690.tar.gz
# cd z-push-2.0.7-1690
# cp -R * /var/www/html/zpush/.
# mkdir /var/www/html/zpush/state
# mkdir /var/www/html/zpush/mail
# mkdir /var/www/html/zpush/zimbra
# mkdir /var/www/html/zpush/backend/zimbra
# nano /var/www/html/zpush/config.php

state_dir

log_dir

sostituire nel file zpush.conf il TIMEZONE Europe/Amsterdam con quello locale

# nano /var/www/html/zpush/lib/core/zpush.php
timezone

 

 

5- installazione e configurazione backend zimbra per z-push

# tar zxfv zimbra56.1-zpush2–zimbra54-zpush1-as12.1.tgz
# cd zimbra56.1
# cd z-push-2
# cp -R * /var/www/html/zpush/backend/zimbra/.
# chown -R apache:apache /var/www/html/zpush /var/log/z-push
# chmod -R 775 /var/www/html/zpush /var/log/z-push
# nano /var/www/html/zpush/backend/zimbra/config.php

backendzimbra_config

 

 

 

 

dal file /var/www/html/zpush/backend/zimbra/config.php copiare tutta la parte di backend nel
file principale in /var/www/html/zpush/config.php
# nano /var/www/html/zpush/config.php

configbackendzimbra

 

6- impostazione della rotazione dei log z-push

# nano /etc/logrotate.d/z-push

/var/log/z-push/*.log {
daily
missingok
rotate 14
compress
delaycompress
notifempty
}

7- NOTE di configurazione windows phone

I sistemi mobile con OS Windows Phone non accettano in fase di configurazione account e-mail i certificati SSL autofirmati (error code 80072f0d). Per superare il blocco del certificato autofirmato si deve copiare sul proprio desktop (ad esempio con scp) il certificato ca.crt e rinominarlo in ca.cer. Inviare una e-mail con allegato ca.cer ad un indirizzo di posta elettronica (ad esempio @gmail.com) già impostato sul proprio windows phone. Aprire l’e-mail e cliccare sul certificato in allegato ca.cer. Il dispositivo chiederà di installare il certificato e a quel punto l’account in push/exchange verrà accettato dal sistema operativo.

A questo punto il server Active Sync è pronto per essere utilizzato dagli smartphone: iPhone 4/4s/5, Android, iPAD, windows phone.

Se sei interessato a questi argomenti puoi compilare gratuitamente il form al seguente link http://www.andreabalboni.com/contatti/index.php e scegliere “interessato a corso vmware zimbra”.