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Download Zimbra versioni e patch Download

Versioni di Zimbra, link di download dirette (direct download zimbra), patch e manuali per versioni CentOS 6.x 64 bit e CentOS 7.x 64 bit.

Zimbra documento dei requisiti: zcs_system_requirements_8-7-0

Zimbra documento per multi-server: zimbra-open-source-edition-multi-server-installation-guide-8-7

Zimbra 8.7.1

CentOS 6.x: https://files.zimbra.com/downloads/8.7.1_GA/zcs-8.7.1_GA_1670.RHEL6_64.20161025035141.tgz
CentOS 7.x: https://files.zimbra.com/downloads/8.7.1_GA/zcs-8.7.1_GA_1670.RHEL7_64.20161025045328.tgz

Zimbra 8.7.0

CentOS 6.x: https://files.zimbra.com/downloads/8.7.0_GA/zcs-8.7.0_GA_1659.RHEL6_64.20160628192545.tgz
CentOS 7.x: https://files.zimbra.com/downloads/8.7.0_GA/zcs-8.7.0_GA_1659.RHEL7_64.20160628202714.tgz

Zimbra 8.6.0

CentOS 6.x: https://files.zimbra.com/downloads/8.6.0_GA/zcs-8.6.0_GA_1153.RHEL6_64.20141215151155.tgz
CentOS 7.x: https://files.zimbra.com/downloads/8.6.0_GA/zcs-8.6.0_GA_1153.RHEL7_64.20141215151110.tgz
patch: https://files.zimbra.com/downloads/8.6.0_GA/zcs-patch-8.6.0_GA_1200.tgz
note: http://files.zimbra.com.s3.amazonaws.com/website/docs/8.6/ZCS_860_Patch7_ReleaseNotes.pdf

Zimbra 8.5.0

CentOS 6.x: https://files2.zimbra.com/downloads/8.5.0_GA/zcs-8.5.0_GA_3042.RHEL6_64.20140828192005.tgz
CentOS 7.x: https://files2.zimbra.com/downloads/8.5.0_GA/zcs-8.5.0_GA_3042.RHEL7_64.20140828204420.tgz
patch: https://files2.zimbra.com/downloads/8.5.0_GA/zcs-patch-8.5.0_GA_3050.tgz
note: https://files.zimbra.com/website/docs/8.5/ZCS_850_Patch2_ReleaseNotes.pdf

Zimbra 8.0.9

CentOS 6.x: https://files2.zimbra.com/downloads/8.0.9_GA/zcs-8.0.9_GA_6191.RHEL6_64.20141103151557.tgz
CentOS 7.x: https://files2.zimbra.com/downloads/8.0.9_GA/zcs-8.0.9_GA_6191.RHEL7_64.20141103151539.tgz

Zimbra 7.2.7

CentOS 6.x: https://files2.zimbra.com/downloads/7.2.7_GA/zcs-7.2.7_GA_2942.RHEL6_64.20140314185955.tgz

Ubiquiti controller WiFi – nuvola WiFi

La diffusione delle reti WiFi è sempre più estesa e sempre più vengono richieste prestazioni e stabilità di copertura. Un brand che offre access point di alta qualità e la controller software è Ubiquiti. Ubiquiti offre la controller software free license, non dipende da quanti apparati dovrà gestire.

In questo articolo è possibile seguire l’installazione della controller software Ubiquiti in ambiente Linux Debian su VMWare ESXi.

ISO del sistema operativo Linux Debian 8.6.0 64bit: http://cdimage.debian.org/debian-cd/8.6.0/amd64/iso-cd/debian-8.6.0-amd64-netinst.iso
DEB per installazione software controller Ubiquiti: http://dl.ubnt.com/unifi/5.2.9/unifi_sysvinit_all.deb

Step 1 – installazione sistema operativo Debian 8.6.0 64bit in ambiente VMWare

Comandi utilizzati durante lo step 1
# apt-get install open-vm-tools
# nano /etc/ssh/sshd_config

PermitRootLogin yes

Step 2 – installazione e configurazione controller Ubiquiti WiFi

Comandi utilizzati durante lo step 2
# nano /etc/network/interfaces

# iface eth0 inet dhcp
iface eth0 inet static
address 10.0.0.25
netmask 255.255.255.0
network 10.0.0.0
gateway 10.0.0.1
dns-search abconsulting.local
dns-nameservers 10.0.0.1
broadcast 10.0.0.255

# wget http://dl.ubnt.com/unifi/5.2.9/unifi_sysvinit_all.deb
# dpkg -i unifi_sysvinit_all.deb
# apt-get install -f

VPN site-to-site dietro router, NAT e firewall: quando non vi sono i requisiti standard

La realizzazione delle VPN site to site richiedono requisiti strutturali ben precisi per realizzare connessioni fra uffici stabili e prestanti. Ci si trova in situazioni dove non è possibile avere:

  • pool di IP pubblici statici
  • configurazione dell’ip pubblico sulla interfaccia WAN del proprio device di rete (normalmente firewall)
  • router in gestione autonoma

Questo articolo propone una soluzione di VPN site-to-site basata sul protocollo PPTP di Microsoft.

Rete A – 192.168.0.0 / 24 (sede centrale)

Rete B – 192.168.10.0/24 (sede remota, ad es: magazzino)

Diagramma di rete.

vpn-pptp

Composizione della rete A.

Server Windows: 192.168.0.100 / 255.255.255.0, gateway 192.168.0.254
Firewall: LAN 192.168.0.254 / 255.255.255.255.0 – WAN 192.168.1.254 /255.255.255.0 – GW 192.168.1.1
Router operatore: LAN 192.168.1.1 – WAN: IP-Pubblico-Rete-A (assegnato dall’operatore)

vpn-pptp-A

Composizione della rete B.

Linux PPTP-client-gateway: 192.168.10.254 / 255.255.255.0, gateway 192.168.10.1
Router operatore: LAN 192.168.10.1 – WAN: IP-Pubblico-Rete-B (assegnato dall’operatore)

vpn-pptp-B

Configurazione apparati della rete A.

Le parti che necessitano configurazioni sono il Server Windows e il firewall. L’installazione da svolgere sul server windows riguarda l’attivazione del ruolo di “Servizio di accesso e criteri di rete” e la relativa configurazione VPN (è necessario avere un servizio DHCP attivo e limitare il numero di connessioni lato VPN per non saturare il range DHCP).

ruolo

Nella definizione dell’utente per la connession VPN (in esempio “magazzinovpn”) va definita correttamente la proprietà “chiamate in ingresso”

account

e va inoltre definita la parte “Assegna inidirizzi IP statici”

indirizzo-ip-statico

definendo così (ad es: 192.168.0.20) l’ip che avrà la connessione con utente “magazzinovpn” e che rappresenterà il gateway della rete-A verso la rete-B.

Lato firewall vanno definite le regole di port-forwarding verso il server windows (192.168.0.100) delle porte TCP/1723 e GRE/47 (è probabile che il la porta GRE/47, quella responsabile del tunnel VPN non si definibile perché implicitamente già aperta). Lato firewall va definita una route statica dove si indica che tutte le sorgenti LAN (rete-A: 192.168.0.0/24) che hanno come destinazione la rete magazzino (rete-B: 192.168.10.0/24) il next-hop è il 192.168.0.20. Il router dell’operatore deve “girare” tutte le richieste da “Internet” sull’ip del firewall 192.168.1.254.

IMPORTANTE. Ora serve un’ultima definizione di routing: le destinazioni che devono raggiungere la rete-B (192.168.10.0/24) devono attraversare il tunnel VPN. Questa definizione deve essere scritta all’interno del server windows (è il sistema operativo che ha in gestione il tunnel VPN). Inoltre questa definizione deve essere attivata tutte le volte che viene accessa la VPN. In caso di caduta di linea la VPN cade, la route viene eliminata dal sistema operativo e quando la connettività riprende la VPN si ristabilisce e con sè si deve ristabilire anche la route statica di attraversamento tunnel.

Per realizzare questo meccanismo creiamo un file di script all’interno di c:\scripts e lo chiamiamo routevpn.cmd e al suo interno le seguenti righe:

route add 192.168.10.0 mask 255.255.255.0 192.168.0.20

Per “far scattare” questo meccanismo tutte le volte che il tunnel VPN si attiva, utilizziamo la tecnica delle schedulazioni Microsoft basate su evento. L’evento di attivazione tunnel VPN è nel registro di “Sistema” con event-ID=20274.

pianificazioneavvio-script

Configurazioni apparati della rete B.

Sulle sedi remote, nell’esempio “magazzino”, viene richiesta una macchina Linux con una interfaccia di rete. La configurazione che si andrà a predisporre è molto “leggera” e non richiede nessun intervento da parte dell’operatore. Nell’architettura VPN site-to-site routing, deve comunque essere rispettata la regola di non sovrapposizione di rete: i due segmenti di rete sono disgiunti, proprio come nel nostro esempio.

Il PC Linux deve avere come ruoli il routing, client PPTP e gateway principale della rete. Indico i pacchetti di “rito” da installare da una versione Linux CentOS 6.8 minimal e il pacchetto necessario per eseguire la funzione di PPTP client:

yum install -y nano telnet wget lynx bind-utils crontabs.noarch ntpdate dnsmasq sysstat nc sudo screen system-config-network-tui.noarch setuptool system-config-firewall-tui.noarch setup.noarch
yum install nano wget lynx telnet bind-utils
yum install dnsmasq
yum install -y compat-libstdc++-33 compat-glibc glibc-common glibc glibc-headers glibc-devel glibc-static glibc-utils
yum groupinstall “Development Tools”
yum install pptp

Una volta installato il software si passa alle parti di configurazione. In elenco files e relativa configurazione.

SELINUX

[root@gw ~]# cat /etc/selinux/config

# This file controls the state of SELinux on the system.
# SELINUX= can take one of these three values:
# enforcing – SELinux security policy is enforced.
# permissive – SELinux prints warnings instead of enforcing.
# disabled – No SELinux policy is loaded.
SELINUX=disabled
# SELINUXTYPE= can take one of these two values:
# targeted – Targeted processes are protected,
# mls – Multi Level Security protection.
SELINUXTYPE=targeted

SYSCTL.CONF

[root@gw ~]# cat /etc/sysctl.conf
# Kernel sysctl configuration file for Red Hat Linux
#
# For binary values, 0 is disabled, 1 is enabled. See sysctl(8) and
# sysctl.conf(5) for more details.
#
# Use ‘/sbin/sysctl -a’ to list all possible parameters.

# Controls IP packet forwarding
net.ipv4.ip_forward = 1

# Controls source route verification
net.ipv4.conf.default.rp_filter = 0

# Do not accept source routing
net.ipv4.conf.default.accept_source_route = 0

# Controls the System Request debugging functionality of the kernel
kernel.sysrq = 0

# Controls whether core dumps will append the PID to the core filename.
# Useful for debugging multi-threaded applications.
kernel.core_uses_pid = 1

# Controls the use of TCP syncookies
net.ipv4.tcp_syncookies = 1

# Controls the default maxmimum size of a mesage queue
kernel.msgmnb = 65536

# Controls the maximum size of a message, in bytes
kernel.msgmax = 65536

# Controls the maximum shared segment size, in bytes
kernel.shmmax = 4294967295

# Controls the maximum number of shared memory segments, in pages
kernel.shmall = 268435456

IP-UP.LOCAL (con permessi di esecuzione, chmod 755)

[root@gw ppp]# cat /etc/ppp/ip-up.local
#!/bin/bash

ip route add 192.168.0.0/24 dev ppp0

PPTPVPN

[root@gw peers]# cat /etc/ppp/peers/pptpvpn
pty “pptp <ip-pubblico-statico-rete-A> –nolaunchpppd”
lock
noauth
nobsdcomp
nodeflate
refuse-eap
refuse-pap
name magazzinovpn
password <password-utente-magazzinovpn-definito-in-ms-windows>
persist
remotename PPTP
require-mppe-128
ipparam pptpvpn

CON.SH (con permessi di esecuzione, chmod 755)

[root@gw peers]# cat /root/con.sh
#!/bin/bash
pppd call pptpvpn
sleep 10
iptables -t nat -A POSTROUTING -o ppp0 -j MASQUERADE

RC.LOCAL

[root@gw peers]# cat /etc/rc.local
#!/bin/sh
#
# This script will be executed *after* all the other init scripts.
# You can put your own initialization stuff in here if you don’t
# want to do the full Sys V style init stuff.

/root/con.sh

touch /var/lock/subsys/local

Il client Linux creerà il tunnel VPN ed essendo il gateway della rete-B smisterà le chiamate pubbliche verso il router dell’operatore, mentre le chiamate con destinazione la rete-A verranno instradate nel tunnel VPN.

Se siete interessati a approfondimenti o valutazioni di scenari diversi potete contattarmi compilando il form al link http://www.abconsultinggroup.eu/contatti/index.php .

VMWareTools for MailCleaner – MailCleaner Support – User Support MailCleaner

Information
Enable VMWareTools for MailCleaner server

Description
If you plan to install MailCleaner virtual appliance on your VMWare infrastructure you will need to install VMWare Tools.

Correcting
We have decided to generate a debian package with the last VMWare tools. This package is available on our repository.
So to install it you need to folow those steps :

# Connect your MailCleaner trought SSH as root
aptitude update
aptitude install mc-vmwaretools

Sorgente: VMWareTools for MailCleaner – MailCleaner Support – User Support MailCleaner

Windows Azure – link utili e automation

Alcuni link utili per il servizio Azure di Microsoft:

Portale Microsoft Azure
Active Directory Microsoft Azure
Account Microsoft Windows Azure

Manuale in PDF per la gestione delle automazioni in ambiente Microsoft Winodws Azure

Microsoft_Press_eBook_Azure_Automation_PDF

 

Virus Cryptolocker – Ransomware – TeslaCrypt

Lo Studio AB Consulting Group SRLS con questo documento, vuole informare del rischio mondiale in corso, il più elevato numero di utenti possibili che operano quotidianamente con strumenti informatici. La minaccia a cui ci si sta riferendo ha il nome di “CryptoLocker” o “Ransomware”. Di seguito alcuni link di approfondimento:

https://it.wikipedia.org/wiki/CryptoLocker ,

https://it.wikipedia.org/wiki/Ransomware .

La modalità di attacco (sino ad ora misurata) di questo virus informatico è l’e-mail: vengono generate numerose e-mail con mittenze fasulle (ad es: Telecom, Agenzia delle Entrate, Ministero degli Interni, SDA, TNT e così via) con un allegato somigliante a un normale file .zip o file .pdf accompagnato da un nome circa “fattura”, “invoice”, “order number”, “conferma ordine”, “consegna”, “ritiro”. L’utente che riceve l’e-mail attraverso il proprio programma di posta elettronica (ad es: Windows Mail, Microsoft Outlook, Mozilla Thunderbird) apre (con un doppio click) l’allegato, e questo scatena (esegue) il programma malizioso virale. Il virus da quel doppio click svolge la sua attività distruttiva: in soli 10 secondi è in grado di criptare (rendere inutilizzabili) migliaia di files. I files che vengono attaccati sono tutti quelli presenti sul PC infettato e sulle cartelle di rete raggiungibili da quel PC sul server, danneggiando quindi tutti i documenti condivisi sul server. Questo produce un blocco esteso a tutta l’azienda (anche se il PC infetto è uno solo). Anche eliminando il virus dal PC infetto, i files rimangono illeggibili e inutilizzabili.

Tutti i sistemi informatici presentano vulnerabilità a questo tipo di virus. E’ ormai certo che questo virus verrà implementato nel tempo: produce un business agli hacker che diffondono e controllano queste chiavi di criptazione. Il virus propone sullo schermo del PC infettato un tariffa di ca. 3 bitcoin (ca. € 750,00 – € 1.000,00 , https://bitcoin.org/it/ , http://it.coinmill.com/BTC_EUR.html#BTC=3 ) come compenso per la soluzione. Questo tipo di virus è in grado di mutare velocemente e questo rende difficoltoso ai sistemi antivirus il processo di riconoscimento.

Attualmente non esiste “la contromisura” a questo sistema virale. Si può pensare di abbassare il rischio di contagio implementando strutture e servizi informatici che concorrono a evitare e risolvere incidenti distruttivi, nello specifico:

  • Formazione agli utenti nel riconoscere “fake e-mail”
  • Sistemi operativi di nuova generazione e aggiornati (Windows 7/8/10 Pro)
  • Posta elettronica affidata ai servizi Microsoft Exchange OnLine (Office 365)
  • Antivirus con servizi cloud (es: Symantec.cloud)
  • Scelta puntuale dei dati informatici da proteggere
  • Backup e monitoraggio quotidiano del backup aziendale (Acronis)

Questi 6 punti per la difesa da Cryptolocker rappresentano attualmente le uniche possibilità per rendere il rischio da contagio al minimo. Purtroppo la mutabilità della famiglia dei virus “Ransomware” non permette di sviluppare strategie e atteggiamenti definitivi e risolutivi. E’ certo che questo tipo di virus continuerà a essere implementato, perfezionato e distribuito sempre di più nel tempo.

MAC OS – Time Machine over the ethernet, share on windows 7 / 8 / server 2008 / server 2012, samba sharing

 

Questo breve how-to per utilizzare il software di base Mac Time Machine per il backup del proprio MAC. Solitamente questo software prevede l’utilizzo di periferiche locali (thunderbolt, usb) oppue periferiche nominate Time Capsule. E’ possibile svolgere il backuo del proprio Mac su un’area condivisa di rete.

1- creare dalle “Utility Disco” una nuova immagine di capacità 100MB (indifferente ai fini del processo) di tipo “sparse” (vedi immagine sotto)


utilitydisco

 

conf_disco_immagine

 

 

2- accedere al terminale e digitare il comando per diventare utente root:

sudo su –

3- estendere ora l’immagine creata di 100MB dello spazio desiderato, ad esempio 250GB:

hdiutil resize -size 250g nbackup.sparseimage/

4- copiare col “Finder” il file verso la destinazione di rete

5- doppio click sull’immagine in area di condivisione (questo per caricare l’immagine nel Finder)

6- sempre da terminale con accesso root dichiarare al sistema che l’immagine è utilizzabile da Time Machine:

tmutil setdestination /Volumes/nbackup/

7- aprire Time Machine e dichiarare il nuovo disco come utilizzabile

 

VMWare Zimbra – SMTP MTA MRA autenticato in uscita – outgoing SMTP Authentication

Il sistema di posta elettronica VMWare Zimbra può inviare e-mail comunicando direttamente verso il mailserver del destinatario. E’ anche possibile configurare il proprio server di posta Zimbra di appoggiarsi a un server esterno (smarthost) per l’invio della e-mail realizzando il seguente flusso:

VMWare Zimbra > SmartHOST > MailServer Destinatario.

La comunicazione fra VMWare Zimbra e lo SmartHOST è autorizzata per policy di network definite dal gestore SmartHOST oppure da policy basate su credenziali user/passoword, sempre definite dal gestore SmartHOST.

Nel caso di autorizzazione verso SmartHOST di tipo network è sufficiente configurare all’interno del proprio sistema VMWare Zimbra il relativo MRA nel percorso “Configurazione > Impostazioni Server > MTA > MRA di inoltro per consegna posta esterna”.

mta_mra

 

Nel caso di autorizzazione verso SmartHOST di tipo user/password serve svolgere i seguenti passi:

1- censire le credenziali per smarthost
2- configurare postfix in uso a zimbra di gestire smarthost con user/password

I comandi da lanciare da console root:

su zimbra
echo mailrelay.example.com username:password > /opt/zimbra/conf/relay_password
postmap hash:/opt/zimbra/conf/relay_password
postmap -q mailrelay.example.com /opt/zimbra/conf/relay_password
postconf -e smtp_sasl_password_maps=hash:/opt/zimbra/conf/relay_password
postconf -e smtp_sasl_auth_enable=yes
postconf -e smtp_cname_overrides_servername=no
postconf -e smtp_sasl_security_options=noanonymous
postfix reload

 

 

Contributi a fondo perduto Fondimpresa per piani formativi connessi allo sviluppo del commercio elettronico e di progetti di innovazione digitale.

Fondimpresa, 15.000,00 Euro contributi a fondo perduto per singola PMI.

Avviso 5-2012 economia_digitale agg 110113

Per informazioni aggiuntive e/o chiarimenti:
Gulinati Stefano  +39 348 3129906 – stefano.gulinati@itbn.it

In sintesi:

“ Fondimpresa rende disponibile fino a 15mila euro a fondo perduto per tutte le PMI con almeno un dipendente iscritte al fondo ( anche per nuovi iscritti ) per portare innovazione tecnologica in azienda e sviluppo di siti di e-commerce, questo sotto forma di ore di formazione.

Se la cosa può interessare ( aziende con dipendenti ) sono a vostra disposizione, chiaro però che il fondo coprirà i costi di formazione ( vedi es. installazione/configurazione/istruzione di nuovi prodotti software e hardware e non il costo dell’hardware e del software ) che portano all’azienda un rinnovo tecnologico concreto, come per esempio passaggio da Windows XP a  Windows 7 / 8,  sistemi di posta elettronica, sistemi di sicurezza ( firewall e backup ), progetti su nuova infrastruttura informatica, etc.. “

Dettaglio:

Fondimpresa concede un contributo del Conto di Sistema, aggiuntivo alle risorse accantonate sul Conto Formazione aziendale fino ad un massimo di euro 15.000,00 per azienda (anche con più piani), che integra le risorse finanziarie disponibili sul “conto formazione”, per la realizzazione di piani formativi condivisi presentati da piccole e medie imprese (PMI) aderenti direttamente ed esclusivamente connessi allo sviluppo del commercio elettronico e di progetti di innovazione digitale. Il piano formativo può riguardare esclusivamente i seguenti ambiti, anche singolarmente:• A. Sviluppo di iniziative di commercio elettronico (e-commerce) con vendita diretta ai consumatori (B2C: Business to Consumer) o con vendita tra aziende (B2B: Business to Business) per l’apertura al mercato globale e per l’internazionalizzazione delle PMI aderenti, mediante azioni di formazione connesse alla pianificazione e progettazione dell’attività aziendale on-line, anche sulla base di piattaforme web based per l’erogazione di servizi.• B. Realizzazione di progetti o interventi di innovazione digitale che riguardano l’introduzione di nuovi processi in azienda (o un notevole miglioramento di quelli già esistenti) e che richiedono, in una o più fasi della digitalizzazione, la formazione del personale interessato nelle PMI aderenti.

DISPONIBILITA’:

In tutto, è stanziato 1 milione di euro. 

AZIENDE AMMISSIBILI:

Può beneficiare del contributo aggiuntivo esclusivamente l’azienda aderente, appartenente alla definizione comunitaria che rispetta tutte le condizioni indicate nell’articolo 3 dell’Avviso n. 5/2012.

In particolare è richiesto alle PMI interessate:

• la presenza di un saldo attivo sul proprio Conto Formazione, risultante dalla somma degli importi effettivamente disponibili su tutte le matricole INPS per cui l’azienda ha aderito al Fondo (somma degli importi della voce “Disponibile” su tutte le matricole del conto aziendale).

• di non presentare a qualsiasi titolo, a partire dal 1° gennaio 2012, piani formativi su Avvisi di Fondimpresa che prevedono la concessione di contributi aggiuntivi alle risorse del Conto Formazione (fatto salvo il caso in cui il Piano sia stato annullato o respinto).

 

TEMPI DI PRESENTAZIONE:

I Piani formativi finanziati possono interessare l’ambito interaziendale, anche multi regionale, tra più PMI e l’ambito aziendale.

I contributi aggiuntivi sono concessi ai piani presentati sul Conto Formazione dal 14 gennaio 2013 fino al 31 luglio 2013.

Il Piano formativo deve essere presentato a Fondimpresa esclusivamente con le modalità stabilite nell’Avviso e nella “Guida alla gestione e rendicontazione dei Piani Formativi Aziendali – Conto Formazione”, corredato da tutta la documentazione prevista.

La Guida inoltre aggiorna su:

• l’estensione al 2013 di tutte le misure anticrisi già adottate per il 2009-2010- 2011-2012;

• gli apprendisti, per i quali dal 1° gennaio 2013 è in vigore l’obbligo di versamento del contributo integrativo dello 0,30%.

 
  Per informazioni aggiuntive e/o chiarimenti:

    Gulinati Stefano  +39 348 3129906